Scritto da Alessandra
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23 Gennaio 2012
Per interessarsi a Satie occorre cominciare non avendo interessi, accettare che un uomo sia un uomo, lasciar perdere le nostre illusioni sull'idea di ordine, di espressione dei sentimenti e tutti gli imbonimenti estetici di cui siamo gli eredi. Non si tratta di sapere se Satie è valido. Egli è indispensabile. (John Cage)
Ho sempre amato Satie: per la sua leggerezza e profondità, per la sua stravaganza fatta di gesti e pensieri autentici, per la sua serietà espressa sempre con umorismo, per le sue provocazioni mai fine a se stesse. Non è facile essere così, si rischia di essere troppe volte fraintesi. Ma veniamo alla mia ultima esperienza: le Vexations. Si tratta di un breve tema al basso, intramezzato da due armonizzazioni per nulla scontate. Satie dà un’indicazione chiara: “Per suonare a se stessi 840 volte di seguito questo motivo, sarà bene prepararsi previamente, e nel massimo silenzio, con delle serie immobilità”.
Capito bene?
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