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Car@, è con grande felicità che posso finalmente annunciarvi l’uscita del mio nuovo album “Above the sky”!

Ho scelto di registrare “Above the sky” nella mia casa, con il mio pianoforte; per  un lavoro di questo tipo avevo bisogno di una totale confidenza con i suoni e i colori che volevo ritrovare. E poi la mia casa, piccola e caotica,  rappresenta la mia base di lancio verso l’infinito.

Il rumore di un trapano sovrapposto al suono del mio pianoforte: questo è stato il rischio che ho dovuto correre decidendo di incidere il nuovo album non in uno studio di registrazione, ma nella mia casa.

Ho lanciato le monete per formare 3 esagrammi. Si sono formati il “Cielo”,  la “Luna Crescente” e la “Visione”… e il viaggio musicale parte proprio da queste note.  Ho provato a far cantare le stelle, a far emergere un giglio dalla nebbia… seguendo il suono fino a dissolvere l’immagine di un sogno.

E così inizia il disco..


Per me, la musica è il veicolo affascinante capace di annullare i confini tra terra e cielo.

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PIANO PIANO ON THE ROAD è stata un'avventura fantastica fatta di incontri bellissimi, di luoghi incantati, di collaborazione e fiducia, di generosità, di musica, di aurore e di tramonti...anche di alcune difficoltà da superare e di qualche (per fortuna rarissimo) malinteso ... tutto questo ha contribuito alla realizzazione di un' esperienza importante e significativa per la mia vita. Grazie a tutti voi che ne avete fatto parte con affetto e cura. Grazie in particolare a Nino Paternoster e Matera 2019, a Pianoforti Papi e al suo pianoforte che ho suonato durante tutto questo tour, a la Barraca e il meraviglioso Carro di Tespi costruito da Giuseppe Romanelli che mi ha anche accompagnato in molte tappe di questo viaggio...grazie a Daniel Pallone che mi ha accompagnato al nord....grazie a Francesco Passarelli e ai suoi microfoni Shertler che hanno permesso la diffusione del suono anche nei luoghi un pò più grandi e rumorosi...grazie a Fabio Paolucci e a Luca che mi hanno seguito "catturando" le immagini che saranno utilizzate per realizzare un documentario di questo viaggio musicale per la "Prima Film"...grazie ad "Alecci/diPaola" per le molte cose bizzarre che mi sono messa in testa, grazie a Alessandra d'Asaro di Isoradio per avermi seguito con interviste lungo la strada ...e grazie a Giuseppe Facchinetti e tutti voi che avete contribuito attraverso Musicraiser alla partenza di questo tour...(a proposito sto per inviare le ricompense)..


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Ci eravamo lasciati agli inizi di agosto, direzione Matera, con il Carro di Tespi e il pianoforte verso  sud! L’atmosfera nell’incredibile città lucana è stata meravigliosa ma in viaggio e con le connessioni non sempre favorevoli è stato difficile tenere il blog costantemente aggiornato. Ma ci tengo a raccontarvi almeno qualche dettaglio di questa straordinaria avventura che ancora non è conclusa e domani attraverserà nuovamente il mare per portarci all’isola d’Elba, una della perle di Venere!


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Quando ho cominciato a disegnare  l’itinerario del mio folle tour con il pianoforte a bordo del camion, ripercorrendo con l’immaginazione lo stivale da nord a sud, ogni volta mi fermavo a Matera, desiderando che quella meravigliosa città diventasse lo scenario di una delle tappe di “piano piano on the road”.



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Lasciata la magica Trieste giriamo il volante diretti nuovamente a Roma per qualche giorno di pausa. I primi giorni di questo tour sono stati entusiasmanti, faticosi e bellissimi. Stanchi ma felici torniamo a casa per rimettere a posto i bagagli e prepararci alle prossime date. Con Il Carro di Tespi abbiamo attraversato luoghi che non conoscevo, ascoltato dialetti diversi e incontrato tanta gente, un'esperienza emozionante! Ci attende il 31 luglio la Tuscia, il borgo stupendo di San Martino al Cimino e il 1° agosto poi a Ronciglione...a prestissimo!!!


Alessandra

Fa il pieno la “Stazione” 2013 dell’estremo borgo friulano Una battaglia vincente contro il taglio dei contributi (-75%)
di Lucia Aviani

Piccolo GRIMACCO. Il parallelo biblico Davide-Golia si affaccia spontaneo, di prepotenza: da un lato il piccolo festival, cenerentola sul fronte delle finanze – ma non certo sotto il profilo delle proposte, e qui sta il punto –, “parto” sostanzialmente casalingo; dall’altro il colosso, la rassegna assurta a simbolo di una città e, per esteso, di un’intera regione. Rassegna “coccolata” dalle istituzioni, protetta come prezioso scrigno identitario, sostenuta con (pur sempre meno: lontani, i fasti degli esordi) pubblici denari. Stazione Topolò versus Mittelfest: oggi la prima, fatte le debite proporzioni numeriche, surclassa il secondo, vantando unparterre affollatissimo, entusiastico. Scenari da far sgranare gli occhi, per lo stacco con l’usuale panorama valligiano e, appunto, con quello (per quanto vivace, certo) offerto dal cittadino festival della Mitteleuropa: la ripetuta calca nell’ultimo – in senso letterale, non metaforico – borgo delle Valli, minuscolo pugno di case sul ciglio della Slovenia, a quasi un’ora di macchina dalla pianura, è notizia. A maggior ragione perché, come detto, verificatasi in perfetta contemporaneità con il blasonato cartellone artistico cividalese, che in linea teorica avrebbe potuto fungere da calamita per il pubblico del circondario, e oltre, e rappresentare quindi un ostacolo per la Postaja Topolove del ventennale. Così non è stato, la Stazione – creatura di profilo elitario, sofisticata, vagamente snob – ha fatto il pieno. Il palinsesto, evidentemente, è stato gradito, ha attirato. Non che sia una novità: il successo è sostanzialmente una costante della Postaja, che di anno in anno registra un incremento dei propri contatti – ormai internazionali, e su ampia scala: si “viaggia” in tutto il mondo – e conseguentemente dei propri adepti, ma stavolta il consuntivo ha sicuramente il sapore dell’eccezionalità. Merito della struttura dell’evento, certo, ma anche – probabilmente – del fattore “lotta di sopravvivenza”. Sì, perché il fatto che Topolò sia stata costretta, quest’anno più che mai, ad arrangiarsi (essendo rimasta praticamente a secco: la forbice sui contributi è stata devastante, -75%) deve aver colpito l’opinione pubblica e funto da cassa di risonanza. Giocato a favore, insomma, richiamando l’attenzione della gente – habitués dellaStazione e nuovi utenti – su quel piccolo e remoto angolo di terra friulana che vent’anni addietro ingaggiò la sua personalissima battaglia culturale per il rilancio di un territorio ai margini, disagiato e “perdente”, e che oggi, pur sotto la morsa dalla crisi, continua con grinta la propria missione. «Non abbiamo memoria di un’edizione così frequentata – esulta il curatore, Moreno Miorelli –. In dieci giorni, cinque in meno del consueto, abbiamo totalizzato un record assoluto di visitatori. Seguitissimi, in particolare, gli incontri con Pif, il concerto dei Tambours de Topolò e l’esibizione al pianoforte di Alessandra Celletti, nel bosco. Ma di occasioni di spessore ce ne sono state davvero tante: come non citare, per esempio, Jez riley French, che ha captato con speciali microfoni il suono della terra in movimento, le onde radio e il “fruscio” di oggetti in stato di apparente quiete? Straordinario, pure, si è rivelato l’Archivio dello Spazio, cantiere-laboratorio che ha catturato i rumori degli interni delle case del borgo. In forte aumento il numero dei ragazzi fermatisi a dormire in paese, in case vacanza, in tenda o addirittura in macchina: i B&B della zona hanno registrato il tutto esaurito».


Link: http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/07/23/news/piccolo-e-bello-topolo-batte-il-record-e-surclassa-mittelfest-foto-1.7466257